La trappola del dogmatismo spirituale

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Una delle trappole più grandi in qualsiasi percorso di crescita personale e spirituale è il dogmatismo.

Questo è ciò che accade quando ci illudiamo di possedere la verità assoluta: la mia tradizione è l’unica via, il mio approccio è il migliore, i miei principi non possono essere messi in discussione e ogni cosa deve essere fatta esattamente come venne insegnata da migliaia di anni.

Così rimaniamo incastrati nel folklore e in rituali antiquati, perdendo di vista l’essenza di ciò che è veramente importante.

Finiamo solo per imitare gli orientali e pensiamo che meditare significa: indossare un abito tradizionale, accendere l’incenso, suonare una campana tibetana e fare un rituale antico.

Questo approccio è distante dalla vita moderna e spesso non produce un reale cambiamento nella quotidianità, creando solamente rigidità e confusione.

L’aspetto più buffo (e triste allo stesso tempo) è che solitamente sono proprio i ricercatori più tradizionali a cadere in questa trappola, cercando di preservare l’autenticità della loro tradizione.

Queste persone preferiscono rimanere nei loro piccoli mondi e pensano di essere troppo pure per sporcarsi le mani con le sfide dei comuni mortali, troppo orgogliosi per mettersi in gioco e provare a parlare la lingua delle persone.

Non si accorgono di quanto è egoistico questo approccio, perché rimangono focalizzati solo sulla loro pratica personale e non si pongono mai l’unica domanda veramente importante: “come posso aiutare al meglio gli altri ed essere di beneficio in questo mondo?”

E in questo modo loro stessi uccidono la tradizione (quante tradizioni preziose sono sparite nei millenni in questo modo), perché si perdono in concetti dogmatici e con il tempo non c’è più nessuno che risuona con il loro approccio.

Ma loro preferiscono discutere su quanto la loro tradizione è migliore o peggiore delle altre, dimenticando ovviamente che poi tutte le tradizioni hanno le stesse origini: la spiritualità cinese deriva in gran parte dai tibetani, che l’hanno ereditata dagli indiani, che l’hanno ereditata dagli attuali pakistani, che l’hanno ereditata dagli egiziani, che l’hanno ereditata dai sumeri, ecc… (la stessa cosa vale per le religioni occidentali).

Perché la spiritualità si è sempre adattata ad ogni cultura e tempo, quindi chi dice che la tradizione non deve essere cambiata e aggiornata, in realtà sta dicendo qualcosa di molto scorretto.

RICONOSCERE L’ESSENZA

Invece la sfida di oggi è proprio separare i dogmi e il folklore dall’essenza pratica: ovvero la parte più importante ed efficace per trasformare la nostra vita.

E per fare questo devi capire in profondità le tradizioni spirituali, solo così puoi riconoscere quale è questa essenza e cosa è veramente importante.

Questo per me è il “vantaggio spirituale” (passami il termine) di noi occidentali: abbiamo la possibilità di esplorare il mondo e molteplici approcci alla crescita personale e spirituale, riconoscendo quella essenza che li accomuna tutti e senza farci incastrare dai dogmi culturali.

Questo non significa saltare da una cosa all’altra in modo superficiale, invece significa andare in profondità in questi approcci e comprenderli bene.

Possiamo farlo perché abbiamo risorse e possibilità che un bambino di uno di quei paesi tradizionali invece non ha, però lui ha un altro vantaggio: nasce già all’interno di una tradizione molto forte e può iniziare il suo percorso fin da piccolo (tanti dei miei maestri hanno iniziato a 6 anni).

Allo stesso modo noi occidentali dovremmo utilizzare il nostro vantaggio, invece di limitarci ad imitare gli orientali, perché non è quello il punto.

Ovviamente dobbiamo anche evitare l’eccesso opposto: gli approcci moderni alla meditazione che sono spesso frutto di studiosi che estrapolano la tecnica “arida” e intellettuale, perdendone il senso più profondo.

Nascono così complesse tecniche di Mindfulness, noiose App e fantasiose teorie New Age, che ti aiutano solo in una parte della tua esperienza e spesso causano problemi in altre aree della tua vita.

Invece ciò che dobbiamo fare è unire il meglio di scienza e spiritualità, ovvero della saggezza antica e delle ultime scoperte scientifiche.

Questo è il motivo per cui ho creato la SAUTÓN Meditation: la nuova tecnologia di meditazione per ritrovare chiarezza, benessere e felicità in 10 minuti.

Nei commenti fammi sapere cosa ne pensi.

Un caro saluto e sii felice!


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