Il mondo non è reale (lo dice la scienza)

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Tutti i nostri sensi sono organizzati per farci percepire il mondo attorno a noi come reale, questa è una delle nostre più grandi certezze e la base su cui si fonda la nostra esperienza.

Eppure le tradizioni spirituali autentiche affermano da millenni che la realtà che ci circonda è un’illusione e negli ultimi decenni questo è stato confermato dalla scienza nell’ambito della biologia evolutiva, della neuropsicologia e della fisica quantistica.

Per esempio nei precedenti due video ti ho parlato della Matrice Binaria della Coscienza e di cosa è la Mente secondo la scienza.

Invece in questo video voglio indagare con te la reale possibilità che il mondo che ti circonda in realtà sia solo un’illusione.

Iniziamo!

La natura dell’esperienza

L’esperienza di qualsiasi essere vivente, incluso l’essere umano, si basa sul suo potenziale di percepire il mondo che lo circonda.

Come ho spiegato nel video precedente, ogni organismo è separato dal mondo attraverso una membrana e scambia continuamente con la realtà circostante informazione, energia e materia.

Questa separazione rende l’organismo un soggetto che fa esperienza di un oggetto (la realtà circostante), oltre a renderlo autonomo e di conseguenza dotato di libero arbitrio.

Essendo una cellula separata dal resto e dotata di autonomia, per la prima volta si deve porre il problema di cosa fare e dove andare, di conseguenza necessita di intenzione per compiere le proprie azioni e orientarsi nello spazio e nel tempo.

Per gestire quantitativi di informazione sempre più complessi, gli organismi sviluppano dei sistemi nervosi sempre più sofisticati, in grado di processare tutte le informazioni che l’organismo riceve, trasformarle in segnali e poi trasmetterle nuovamente per innescare delle azioni.

La maggior parte delle informazioni che l’organismo riceve avvengono tramite gli organi di senso (vista, udito, olfatto, tatto, gusto), queste percezioni vengono poi trasformate in segnali ed elaborate dal cervello.

Per pianificare al meglio le azioni, attraverso dei sistemi di rientro, il cervello rielabora tutte le informazioni sotto forma di una “scena” immaginaria, che è una rappresentazione simbolica del mondo nella nostra mente.

Quindi la nostra visione del mondo è il frutto di come ciò che percepiamo viene elaborato nel nostro cervello.

A questo punto arriva la domanda più interessante: ma la realtà che ci circonda esiste veramente così come noi la percepiamo o è tutta un’illusione?

L’illusione della percezione

Nella Grecia antica la parola Psyche si riferiva alla mente come un’immagine fumosa che lasciava il corpo al momento della morte.

Questa idea della mente formata principalmente da immagini è stata ripresa da molte culture, scienziati e filosofi del passato come Jung, Berkley, Hume e Kant.

Ma queste immagini sono reali?

Secondo tutti questi scienziati e filosofi che ho citato, la risposta è no.

Questo perché le percezioni che riceviamo, vengono prima tradotte sotto forma di simboli e poi rielaborate sotto forma di immagini simboliche ben diverse dalla realtà autentica.

Per esempio quando i nostri occhi ricevono delle informazioni (grazie alla retina che è sensibile alla luce), attraverso i coni e i bastoncelli presenti negli occhi, questi si collegano al nervo ottico e trasferiscono i segnali al nostro cervello.

Gli studi di neuroscienze hanno dimostrato che questo processo non è passivo, ma è un’attività che il cervello svolge nel rielaborare i segnali che riceve.

Nel caso della percezione visiva, questi segnali vengono rielaborati sotto forma di immagini nelle stesse aree del cervello che governano l’immaginazione come il lobo frontale.

Infatti se si danneggia una zona del lobo frontale, l’essere umano non è più in grado di vedere, anche se tutte le aree visive restano funzionanti.

Questo significa che la percezione visiva segue regole molto simili all’immaginazione e di conseguenza si modifica sulla base dello stato mentale dell’individuo, come è stato dimostrato in numerosi studi scientifici.

Quindi la tua percezione visiva non solo è una elaborazione simbolica, arbitraria e immaginale della realtà, ma si modifica anche sulla base del tuo stato mentale.

Un esempio è il fenomeno stroboscopico descritto da Max Wertheimer nel 1912, secondo cui quando un oggetto viene mostrato prima in un punto e poco dopo in un altro punto vicino, il nostro cervello non li vede come due oggetti separati in successione, ma come se fosse un unico oggetto in movimento.

Questa illusione ottica è alla base dei cartoni animati e del cinema, ed è uno dei tanti modi in cui la nostra mente influenza il modo in cui noi percepiamo la realtà.

La mente influenza la realtà

La realtà attorno a noi può essere concepita come un unico flusso di informazione, energia e materia.

Questo flusso è unificato e privo di descrizioni e distinzioni, come afferma il famoso neurobiologo Gerald Edelman nella frase “il mondo è un luogo privo di etichette”, confermando il pensiero di Jung, Berkley, Hume e Kant.

Le nostre percezioni ricevono semplicemente segnali dal mondo esterno e li trasformano in immagini, ma queste immagini sono simboliche e arbitrarie, non sono la realtà.

Inoltre il nostro stato mentale e le nostre funzioni cognitive hanno un ruolo attivo in questo processo, quindi possono selezionare e ritradurre i segnali in modo diverso da come sono stati ricevuti, come nel caso del fenomeno stroboscopico che ho appena descritto.

Questo è stato descritto dalla teoria della Prediction Machine, secondo cui la mente per affrontare la natura incerta e ambigua della realtà, deve essere in grado di elaborare una rappresentazione probabilistica della realtà attraverso conoscenze pregresse.

In questo modo la mente influenza i segnali sensoriali che riceve dagli organi di senso, attraverso dei modelli anticipatori della realtà che vengono trasferiti nelle connessioni top-down (ovvero che partono dal cervello e arrivano agli organi di senso).

Queste connessioni top-down sono molto più grandi di quelle down-up (ovvero che al contrario partono dagli organi di senso e arrivano al cervello), quindi il nostro cervello influenza molto di più la percezione rispetto a quanto la percezione influenza il cervello.

Questo significa che il mondo che percepiamo non è oggettivo, ma è una rappresentazione soggettiva probabilistica della realtà elaborata dalla nostra mente in modo molto simile all’immaginazione.

Questo processo attivo della mente che modifica la realtà è stato dimostrato in tanti studi, come ad esempio nell’ambito della fisica quantistica nello studio dei fenomeni di entanglement nei fotoni.

In questi studi ormai molto famosi in essenza è stato dimostrato che un fotone si comporta in un certo modo quando non è guardato e in un modo diverso quando è sotto osservazione, quindi la realtà che ci circonda cambia a seconda se la guardiamo o meno.

Il mistero della realtà

Se pensiamo che il flusso infinito di informazione, energia e materia della realtà è filtrato solo in piccola parte dai nostri sensi e dalla nostra mente, viene da chiedersi allora cos’è veramente la realtà.

Inoltre ogni singola specie di organismo vivente percepisce la realtà in modo diverso, con organi di senso diversi e rappresentazioni della realtà completamente diverse tra loro.

C’è chi vede il mondo in bianco e nero, chi vede le dimensioni in modo diverso, chi ha sensi più sviluppati di altri, chi ha sensi completamente diversi e percepisce cose che noi non percepiamo (come una specie di batterio che ha degli organi di senso per percepire gli zuccheri).

Noi diamo per scontato che la nostra rappresentazione della realtà sia quella giusta, ma in verità è totalmente arbitraria e soggettiva come ogni altra rappresentazione di ogni altro animale.

Probabilmente non esiste una realtà giusta e oggettiva, perché come afferma Donald Hoffman in fondo il sistema nervoso non è pensato per percepire la verità (ovvero una realtà oggettiva), ma ha il solo scopo di farci sopravvivere nel migliore dei modi.

Quindi la realtà autentica rimane un mistero per noi esseri umani, come afferma anche ogni tradizione spirituale da migliaia di anni.

Ciò che però le tradizioni spirituali aggiungono è che attraverso la pratica meditativa possiamo modificare le immagini simboliche della nostra mente e la nostra percezione dell’ambiente circostante, per riuscire a fare esperienza della realtà ultima (ovvero delle cose come sono veramente).

Per fare questo sono stati creati nella storia numerosi percorsi che ti portano a trasformare il tuo corpo (ovvero la tua biochimica, le tue sensazioni e le tue azioni), il tuo cuore (ovvero la tua bioenergetica, le tue emozioni e i tuoi segnali interni), la tua mente (ovvero la tua neuropsicologia, i tuoi pensieri e le tue immagini simboliche) e la tua coscienza (ovvero la tua epigenetica, il tuo inconscio e il tuo stato di coscienza).

L’obiettivo finale di ogni autentico e completo percorso spirituale è proprio quello di portarti a fare esperienza della realtà così com’è, lavorando su tutti questi aspetti di te stesso ed evolvendo la tua biologia.

Questo processo ti porta anche a risvegliare il tuo pieno potenziale a 360°, arrivando a realizzare performance straordinarie, benessere duraturo e autentica felicità.

Questo è il mio lavoro ed è il percorso che sto creando.

Nei commenti fammi sapere cosa ne pensi.

Un caro saluto e sii felice!


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Commenti COMMENTI

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  • Letizia 8 Febbraio 2023

    Tienici aggiornati…
    Sarebbe interessante capire se arrivare dl risultato che tu descrivi in chiusura, basta un percorso “iniziatico” che non wia quello di tutta una vita.
    Credo anche però in verità, che questo sarà quello che a breve saremo in grado di fare in molti, in seguito alle informazioni di luce, al sollevamento del velo dell’oblio legato alla 3d, al DNA base silicio e molto altro..
    Anch’io mi sono fermata nella proposta della mia medianità a motivo di tutta una nuova dotazione che stiamo per ricevere..

  • Livia 12 Febbraio 2023

    Penso che questo sia stata un’ottima presentazione, Surya. I tuoi contenuti sono spesso davvero interessanti e offerti con chiarezza. Condivido molto e spesso il modo in cui sviluppi gli argomenti, e mi piace molto l’approccio scientifico, di ‘conoscenza’ dal quale parti, che spieghi bene e che offri a chi ti segue.
    Un altro pensiero che ho spesso è che noi umani abbiamo spesso difficoltà semplicemente nel renderci conto che ci possono essere diverse prospettive su un argomento, una situazione, la lettura di qualsiasi cosa. Figuriamoci quanto deve essere difficile quindi per noi vivere le proprie giornate convivendo con una consapevolezza che la nostra è solo ‘percezione’ di ciò che stiamo vivendo e di ciò che sta intorno a noi! : ) grazie e…keep it up!